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tAIJIQUAN


Perché praticare il Tai Chi Chuan?

 

 

Il Tai Chi Chuan (Taijiquan) è innanzitutto uno strumento,

meglio un’arte, che l’uomo ha a disposizione per conoscere

se stesso e il mondo in cui vive. Questa conoscenza inizia

col riconoscere la forza di gravità, con l’accettarla,

con il dirle di “SI”. Il nostro corpo è disegnato per permetterci

di farlo in maniera unica, privilegiata rispetto a tutti

gli altri animali, cioè in maniera eretta;  le sue ossa, le sue

articolazioni, i suoi tendini, i suoi legamenti e i suoi muscoli sono fatti apposta per permettere all'uomo di muoversi nello spazio avendo una visione unica.

 

Una regola che vale in natura è che la forma è funzionale alla funzione! Questo significa che se una certa cosa è fatta in un certo modo, ha cioè una certa “forma”, quella cosa avrà un compito, avrà una certa funzione da svolgere e lo dovrà fare in un certo predeterminato modo, predeterminato appunto dalla sua stessa forma.

Il nostro corpo non fa eccezione rispetto a questo assioma, così ogni articolazione è disegnata proprio per fare quello specifico movimento o quella serie di movimenti e non altri.

La più importante di queste articolazioni è senza altro quella delle anche e del bacino, area che in cinese viene chiamata KUA. Questa articolazione ha il compito di separare e contemporaneamente unire l’alto con il basso, ed è coinvolta in praticamente tutti i movimenti che facciamo.

Una volta che si è capita la meccanica di questa articolazione, ci si rende conto della possibilità di potersi muovere in maniera bilanciata, morbida, equilibrata, rilassata, senza tensioni, efficace ed efficiente (concetti cari al Taoismo di cui il Tai Chi è uno strumento)

 

Rita Levi Montalcini aprì tantissime porte nuove quando scoprì, tra l’altro, che i neuroni morti e/o danneggiati vengono sostituiti, nelle funzioni, dai neuroni circostanti (scoperta che le valse il premio Nobel). Successivamente a tale scoperta altre ne sono state fatte, ed una molto interessante afferma che i neuroni modificano le loro connessioni (le sinapsi) in funzione delle esperienze che facciamo.

Esperienza può significare tutto, come ad esempio la prima volta che si vede un tramonto a 3.000 metri di altezza su di una montagna, o la prima volta che ci si innamora, o che si soffre per una amicizia fallita, o la prima volta che assaggiamo un piatto nuovo, o la prima volta che riceviamo o diamo uno schiaffo o una carezza e via dicendo.

Lo strumento principale che abbiamo a disposizione per fare esperienza nel mondo e del mondo è il nostro corpo, in tutti i suoi aspetti Organici, Somatici ed Energetici. La forma del nostro determina il modo in cui ci muoviamo nello spazio, e (ri)scoprire la possibilità di poterlo fare in maniera rilassata, morbida, senza tensioni, equilibrata piuttosto che farlo in maniera rigida, non armoniosa, con inconsapevoli tensioni compensative frutto di emozioni bloccate e non comprese, può rappresentare la chiave di volta.

 

Grazie al Tai Chi Chuan i nostri neuroni acquisiscono l’esperienza dello stare al mondo e di muoversi in esso come di una esperienza coerente, e questo ci avvicina molto al concetto di stare bene. Il risultato di tale “riconnessione” ci permette di guardare alle cose per quello che sono, di chiamarle col loro nome, di riconoscerne la positività o la negatività per noi stessi, riconoscendo anche nella loro forma la loro funzione, e questo ci permette di fare delle scelte consapevoli, di muovere i nostri passi avendo una direzione, una via da seguire (Tao).

 

Tutto ciò rappresenta solo un aspetto di un’arte che è difficilmente sintetizzabile in poche parole.

L’applicazione marziale è solo un prodotto derivato inevitabile di questo processo.

 

 

Arrivato al Tai Chi Chuan (Taijiquan) per caso, dopo una lussazione

alla spalla che non mi ha permesso di continuare il percorso nella ginnastica

artistica attrezzistica, oggi non ne posso più fare a meno.

All’inizio (siamo più o meno nel 2002), praticavo senza pormi troppe

domande, semplicemente mi piaceva.

Da allora ho allenato per qualche anno la forma breve a 37 movimenti

di Cheng Man Ching sotto la guida del Maestro Orio Zecchini e a partire

dal 2008, qualche anno dopo un brutto incidente in moto che mi ha fermato

per parecchio tempo, ho iniziato a frequentare i primi seminari internazionali

di Tai Chi, Qi Gong e Tui Shou organizzati a

Venezia dal CRT (Centro Ricerche Tai Chi) del Maestro Franco Mescola

con l’obiettivo principale di mettermi in discussione

con entusiasmo e spirito di ricerca (e soprattutto di scoperta).

Dall’estate del 2010 sono diventato allievo diretto del Maestro

Sam Masich, dal quale sto apprendendo e col quale sto approfondendo,

sia con lezioni private che con workshop internazionali, 

i principi e le applicazioni della pratica della forma tradizionale a

108 movimenti della Famiglia Yang, così come trasmessa

dal Maestro Yang Chen Fu, il Tui Shou e l’uso delle armi del Tai Chi.

I benefici della pratica quotidiana dell’arte del Tai Chi sono

diventati qualcosa d’irrinunciabile. Il nostro equilibrio si forma

attraverso le esperienze che portiamo dentro di noi, in primo

luogo quelle derivate dalla percezione corporea, che dipende

strettamente da come “usiamo” il corpo.

Quando il corpo è usato nel rispetto dei principi dettati dalla sua

stessa struttura, allora s’inizia a percepire l’equilibrio.

E quando si è in equilibrio, s’incomincia a stare meglio.

Francesco Cerrato 

Contatti:

1) francescocerrato1973@gmail.com

2) +39 339 488 9006

Francesco sarà il nuovo istruttore di Taijiquan alla Sef Mediolanum.

Le lezioni partiranno da giovedi 3 ottobre dalle 19.30 alle 21.00.